Canti, "piercing" e camminate sui carboni ardenti: a Carrassi per la festa dei tamil mauriziani
Reportage

Canti, "piercing" e camminate sui carboni ardenti: a Carrassi per la festa dei tamil mauriziani

di  Martedì 23 giugno 2026 5 min Letto 287 volte
Canti, "piercing" e camminate sui carboni ardenti: a Carrassi per la festa dei tamil mauriziani
Foto di Rafael La Perna
BARI – Una statua di una dea portata in processione da cento persone vestite di giallo, con addosso collane e corone di fiori e accompagnate dal suono di tamburi. È ciò a cui ha assistito Bari domenica 6 giugno, quando la comunità tamil mauriziana ha sfilato per le vie del quartiere Carrassi per celebrare il Theemithi Thiruvizha, la "festa della camminata sul fuoco”.

Quest’ultimo è un rito religioso dedicato a Mariamman, divinità associata alla protezione, alla guarigione e alla fertilità. Si tiene ogni anno e culmina, come dice il nome, con una camminata sui carboni ardenti.

Mauriziani che fanno parte dell’antico gruppo etnico tamil originario del sud-est dell’India e del nord-est dello Sri Lanka. Nel corso dei secoli i tamil si sono stabiliti in varie parti del mondo, tra cui proprio nello stato insulare africano delle Mauritius.

Mauriziani che a loro volta, soprattutto negli ultimi decenni, si sono trasferiti in diverse città europee, tra cui proprio Bari, città nella quale sono presenti dagli anni 80 con un numero vicino alle 1.500 unità.

Siamo quindi andati ad assistere al particolare Theemithi Thiruvizha: un evento che ha preso le mosse dal giardino Francesca Laura Morvillo, nei pressi di Parco 2 Giugno. (Vedi foto galleria)

Quando arriviamo, intorno alle 15.30, il clima è già carico di spiritualità. Ci sono un centinaio di persone tra bambini, giovani, adulti e anziani, la maggior parte dei quali indossa abiti gialli: colore tradizionalmente associato alla devozione verso la dea.

In tanti sono attorno alla statua (murti) raffigurante la dea Mariamman, il cui volto in ottone dorato, impreziosito da gioielli e da un elaborato copricapo, è posto al centro di una cornice di fiori bianchi, viola e gialli. La dea indossa un drappo dai colori vivaci, giallo e verde, mentre sopra la testa è collocato un ombrello cerimoniale multicolore, simbolo di onore e devozione.

La scultura è posta su un carrellino di colore marrone e rosa il quale, grazie a delle rotelline poste alla base, permetterà un facile trasporto della statua tra le vie di Bari.

Il sacerdote Indi Pauvaday, per l’occasione a torso nudo, offre fiori a Mariamman, per poi dedicarsi a un altro particolare e doloroso rituale. Alcuni fedeli infatti chiedono di farsi passare attraverso la guancia un sottile e lungo spillo decorato con foglie di neem, una pianta sacra. L’ago, una volta trapassata la lingua, spunta dalla guancia opposta, perforando di fatto il viso.

Osservandolo dall'esterno questo "piercing" può sembrare un gesto estremo, ma per i partecipanti rappresenta un'importante prova di fede e di sacrificio per la dea.

Altra dura prova è il trasporto del Karagam, un grande recipiente ornamentale portato sulla testa durante la processione. Al suo interno vengono collocati riso crudo, curcuma, monete e limoni, simboli di prosperità, purificazione, abbondanza e protezione.
Quest'anno a trasportarlo sarà il 26enne Kris Wilsen, che ci spiega: «Il Karagam rappresenta la presenza e il potere della dea: attraverso esso si manifesta la Shakti, l'energia divina femminile».

L’oggetto, che può raggiungere i 40 chilogrammi di peso, viene realizzato con fiori freschi, foglie e decorazioni preparate nei giorni precedenti alla festa. Durante tutto il percorso chi lo trasporta accompagna il cammino con l'invocazione Om Shakti, ripetuta insieme agli altri fedeli come segno di devozione verso la divinità.

Ma è arrivato ora il momento di partire alla volta di Parco Gargasole, lì dove ci aspetta il clou del rito: la camminata sui carboni ardenti. (Vedi video)

Durante la camminata di un chilometro su viale della Repubblica ascoltiamo canti, preghiere e invocazioni rituali. Come sottofondo domina il suono percussivo di alcuni tamburi, mentre bambini e donne percuotono tra di loro alcuni bastoni a strisce blu e azzurre.

Un corteo festoso e allegro che si conclude come detto a Parco Gargasole. Qui, una volte entrati, troviamo ad aspettarci sul terreno un tappeto di carboni ardenti ottenuti bruciando legna per diverse ore.

Prima di procedere, alcuni fedeli prendono parte a una "passeggiata" su una struttura metallica dotata di elementi taglienti. Così come per la camminata sui carboni ardenti, questo rito non è una prova di forza ma un atto di devozione e di purificazione. I partecipanti sciolgono voti, ringraziano la divinità per le grazie ricevute e rinnovano la loro fiducia nella sua protezione.

Ed eccoci finalmente al tanto atteso Theemithi. Affrontare il passaggio rappresenta simbolicamente la capacità di Mariammen di guidare il fedele attraverso le sofferenze e le difficoltà della vita. Vediamo quindi tanti uomini coraggiosi camminare sul percorso incandescente, il primo dei quali è Aya Selven Adukhan, un sacerdote arrivato per l’occasione dalle Mauritius.

Dal punto di vista fisico la pratica è resa possibile da alcune proprietà dei carboni e dalla rapidità del passaggio, ma per chi vi partecipa il significato principale resta quello spirituale e religioso. La camminata è infatti preceduta da giorni o settimane di preparazione, con preghiere, digiuno e astinenze, con i partecipanti che entrano in uno stato di profonda concentrazione religiosa.

L’ultima fase del rito è rappresentata dall’immersione dei piedi in una vasca piena di latte purificante, il quale viene conservato per dodici giorni: l'intero periodo di preparazione spirituale.

Ma ora per tutti i fedeli è arrivato il momento di trasferirsi al tempio Ganapathi Mariammen Kovil, situato sempre a Carrassi, in via Podgora. Qui, nel principale luogo di culto della comunità mauriziana tamil di Bari, c’è tempo per le ultime preghiere e le benedizioni finali e per concludere la lunga celebrazione dedicata alla dea Mariamman.

(Vedi galleria fotografica)

Nel video (di Aya Aouichaoui e Gaia Agnelli) il Theemithi Thiruvizha del 6 giugno: 


 
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